Serie A al giro di boa: anti-Milan, giù la maschera
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lunedì, gennaio 10th, 2011

Zlatan Ibrahimovic (REUTERS)
E siamo giunti a metà strada. Ben diciannove giornate alle nostre spalle, tante storie, tanti gol e una classifica mai così equilibrata e bella. La Serie A va al giro di boa con il turno più pazzo dell’anno: il pirotecnico 4-4 di San Siro tra Milan e Udinese, l’Inter che prima trema e poi rimonta a Catania, la Roma sconfitta a Genova per mano del disastroso Juan, la Lazio che regala i primi tre punti esterni al derelitto Lecce e soprattutto il magico tris di Cavani, utile ad annientare una Juve in piena crisi. Ulteriore sale su un torneo che promette altri diciannove week-end al cardiopalma.
Certamente, fin qui un dato è incontestabile: la lepre della situazione veste i colori rossoneri. Dopo gli impacci iniziali, il Milan di Allegri si è impossessato della vetta e non l’ha più mollata. C’è Ibra che fa la differenza, con lui Pato e gli altri volti nuovi Robinho e Cassano. Cosa preoccupa? L’organizzazione difensiva. Il poker incassato dall’Udinese ha evidenziato tutti i limiti di una fase di copertura disastrosa in caso di assenza di uno o due titolari (nell’occasione Nesta e Ambrosini). Regina imperfetta, dunque, ma pur sempre regina. Dietro inseguono tutti, a partire dal Napoli rivelazione. Con Cavani, Mazzarri ha trovato il bomber dei sogni: l’uruguagio, leader dei cannonieri, è l’uomo guida e il trascinatore di un gruppo che vuol tramutare il sogno scudetto in realtà. Un po’ in calo la Lazio, brillante entità del primo bimestre stagionale. Rosa cortina, big non sempre ispirati (Hernanes e Floccari assenti ingiustificati con il Lecce), un andamento a fasi alterne che non promette benissimo per le settimane che verranno.
Poi, le cosiddette ‘grandi’, almeno sulla carta: Roma eterna incompiuta e pasticciona, incapace di carburare definitivamente nonostante l’ottima rosa a disposizione di Ranieri. La Juve, forse ancora immersa tra pandori e panettoni, ha iniziato da incubo il 2011 incassando sette gol in due gare e dimostrandosi ancora lontana da una dimensione di assoluta grandezza. Infine l’Inter campione di tutto, risollevata da Leonardo e rimessa pienamente in carreggiata. Se gli stimoli nerazzurri reggono, l’antiMilan è presto scovata.
Alessio Nardo

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