Juve, mentalità operaia ma con il cuore e lo spirito degno della Vecchia Signora
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venerdì, dicembre 24th, 2010

Chiellini-Grosso
Terzo posto in classifica, 31 punti , -5 dal Milan capolista. Analizziamo questa prima metà di stagione della Juventus.
Arriva anche in casa Juventus, come per milioni di studenti, la tanto attesa pagella di metà anno. Può decisamente sorridere la “vecchia signora”, che rispetto al 4 nel pagellone finale da ultima della classe dell’anno scorso, si guadagna una sufficienza piena, che senza qualche disattenzione sarebbe potuta essere un voto da prima della classe.
COSA VA – Nella nuova famiglia bianconera, con il riadattamento moderno di un arcaico 4-4-2, Mister Gigi Delneri e il direttore Marotta hanno costruito una squadra dalla mentalità operaia ma con il cuore e lo spirito degno da Juventus. Vola sulla fascia la Juve di oggi, tutti “Crazy for Krasic”, decisamente il colpo dell’estate, la nostalgia che riaffiora con una lacrimuccia di felicità ogni qualvolta il serbo galoppi sulla fascia ricordando, parrucchiere a parte, la furia ceca Pavel Nedved. Dimenticati i flop degli anni passati, Diego, Tiago e compagnia (aspettando l’incognita Martinez) gli arrivi di Pepe, Bonucci, Aquilani, Quagliarella, Storari, la rinascita di Felipe Melo e Grosso e la scoperta di alcuni giovani di alto livello (Sorensen) sono decisamente la marcia in più per una Juve che può già da subito lottare per lo scudetto. Nel 4-4-2 biblico di Delneri è vero che la solidità e la mentalità superano decisamente la classe e l’estro del singolo, anche se la critica di una Juve di poca qualità è credibile come una testimonianza di Pinocchio. Lo confermano i 9 goal di Quagliarella, le galoppate equine del biondo Krasic e la geometria di Aquilani, oltre che all’immortale classe di Capitan Del Piero.
COSA NON VA – Se il 7 in pagella non è un 8 pieno o perché no, un bel 9 da secchione, la Juve deve prendersela con se stessa. E’ decisamente la cattiveria, l’attenzione e la mancanza di consapevolezza di essere una big da prima della classe che più volte hanno sgambettato la Juventus in questa prima parte di stagione. Vedesi Brescia, Fiorentina, Sampdoria, Roma, partite dove la Juve, con un pizzico di faccia tosta e sicurezza in più avrebbe portato a casa l’intero bottino. Se a inizio anno il “tallone d’Achille” bianconero era ancora una difesa versione “zemaniana”, l’accuratezza e il maniacale lavoro di mister Delneri ha reso, partita dopo partita, il quartetto difensivo un perfetto muro davanti al sempre attento Marco Storari.
COSA SERVE – E’ evidente che qualcosa manchi per completare la rosa, per ristrutturare qualche reparto, per poter, anche se con qualche “Nome da copertina” in meno, inseguire il Milan favorito per il titolo. E allora quale sarà il regalo sotto l’albero di natale in casa Juve? Babbo Natale Marotta sonda il terreno per accontentare la letterina di Delneri e del Presidente Agnelli, che ora come ora non è nemmeno così ricca e impossibile. Manca una spalla all’ispirato Quagliarella, che garantisca goal e quel lavoro da prima punta fondamentale per un gioco che si sviluppa quasi unicamente sulle fasce. Amauri è un ricordo legato ai colpi di Palermo e Chievo oltre che ad un oggetto non pervenuto, Iaquinta non garantisce goal e continuità, Del Piero, pur sempre col cappello levato, non può assicurare le meraviglie di un tempo. Se Krasic entusiasma sulla corsia di destra, la corsia di sinistra è spesso affidata alla corsa di Simone Pepe, uomo fondamentale e dal grande carattere , oppure all’adattamento non sempre fortunato di Claudio Marchisio. Visto che la clonazione non è ancora possibile, o perlomeno legale, di Krasic ne rimane uno solo e allora ecco che un esterno puramente mancino dalla grande corsa e dalle ottime qualità servirebbe per il completamento tecnico tattico nel 4-4-2 delneriano.
LA CILIEGINA – Scartando il primo regalo allora Delneri potrebbe, perché no, trovare un Diego Forlan, oppure un Dimitar Berbatov, un Alberto Gilardino, un Edin Dzeko o forse un più economico e fattibile Maxi Lopez o Alessandro Matri. Se Bale del Thottenam, che ha fatto piccolo piccolo Maicon, è il più forte laterale del momento ed è un sogno ancor più di Dzeko, l’idea per la corsia di sinistra potrebbe ricadere sulla qualità brasiliana di Michel Bastos, esterno del Lione già sondato nel mercato estivo.
GLI ESUBERI – Se qualcuno arriverà, qualcuno partirà, e se Grosso non è più un esubero da mercatino dell’usato il tifoso juventino dovrà quasi certamente lasciare perdere il sentimento e i ricordi salutando la piovra Momo Sissoko e il “brazo” Hasan Salihamidzic ormai elementi in più per una Juve già pronta per una nuova rivoluzione. Se di esubero si vuole parlare, per ora l’ingombro in casa Juve è decisamente quello di Amauri, troppo atteso come salvatore della patria ma mai all’altezza della situazione. La sua partenza è la più ovvia rispetto a tutti gli altri compagni e inoltre libererebbe un posto per l’arrivo di un centravanti davvero da Juventus.
Alberto Fumagalli

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