Europa League: addio, mia bella addio
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venerdì, dicembre 17th, 2010
PAREGGITE ACUTA – C.v.d, come volevasi dimostrare, la Juventus di Mister Delneri già eliminata con un turno d’anticipo, saluta l’Europa League con il sesto pareggio consecutivo. Finisce 1-1 allo stadio Olimpico di Torino la partita che, almeno sulla carta, doveva essere lo spareggio per il primato del gruppo F. E invece è il Manchester City di Mancini che grazie al pareggio di Jo al 77’ oblitera il biglietto per i sedicesimi di finale come prima della classe. E’ quindi agrodolce il sapore dell’eliminazione bianconera. Piccola consolazione quella di non aver mai perso, anche se il lato amaro spicca notevolmente di più, lo 0 sulle partite vinte non è decisamente un dato da Juventus. E’ una formazione rispettosa quella della Juve vista ieri sera, con Melo e Sissoko in mediana, Krasic a spingere sulla fascia e un Del Piero particolarmente ispirato a coordinare e mandare in rete baby Nicolò Giannetti (unico primavera nella formazione iniziale). Dalla parte sua Mancini può essere soddisfatto del punto guadagnato in quel di Torino, con un Carlitos Tevez che fa capricci e fa dannare il povero Roberto, i citizen si cullano le giocate di Micah Richards e Adam Johnson continuando la corsa per l’Europa. Il referto medico europeo stilato alla Juve è quindi quello della “Pareggite acuta”, un malessere da non sottovalutare e da curare immediatamente per non avere ricadute nelle prossime partite.
PRIMAVERA A -10 – -10 gradi contava il termometro di Budapest al “Ferenc Puskas”. Nella gelida tana del Debrecen la Sampdoria di Mister Di Carlo scende in campo con 5 primavera e nemmeno un titolare. E’ quindi una partita che dice poco per i blucerchati che riservano i pezzi da 90, Palombo, Pazzini, Ziegler e compagnia per il derby della lanterna di Domenica sera. Eliminati senza alcun rimpianto, la baby compagnia blucerchiata tiene un tempo contro i padroni di casa ungheresi, che poi affondano per due volte con Kabat il vice Curci, Da Costa. Dessena e Sammarco i più esperti tra gli undici e Koman il più pimpante sulla fascia, rinvigorito forse dall’inedita fascia da capitano affidatagli da Di Carlo. Lo sperimento “primavera a -10” non è quindi tutto un fiasco per la Samp che perde, ma mette in mostra giovani di ottimo talento (Koman, Obiang, Volta…) centrando l’unico obiettivo dell’ultima partita, quello di evitare infortuni e spendere troppe forze in vista del derby contro il Genoa di domenica.
Alberto Fumagalli


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