Grande, “Grosso” e bianconero
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sabato, dicembre 11th, 2010

Fabio Grosso
Sembrano frasi fatte e ricordi per malinconici nostalgici quelle di accostare il terzino juventino Fabio Grosso all’icona eroica del campionato del mondo vinto dall’Italia nel 2006. In effetti per il trentatreenne romano quello del mondiale rimane il suo più grande e felice ricordo, visto che da quella “mille e una notte” la carriera di Grosso è precipitata drasticamente.
Dopo l’esperienza amara mal digerita tra le omelette e i cordon bleau di Lione in una Francia che vedeva in Grosso solo il “giustiziere”che gli fece perdere la finale mondiale all’ultimo respiro, arriva la chiamata della Juventus, pronta a rinascere in un progetto lungo ed ambizioso. Con un ingaggio da prima donna e la maglia numero 6 di Gaetano Scirea, Grosso diventa l’ultimo grande colpo del mercato estivo 2009 bianconero.
Dopo un anno a dir poco disastroso e un estate passata tra i dissidenti mal visti dalla nuova società, il destino di Grosso sembrava legato a quello del Milan (scambio con Oddo) o a quello dell’Atletico Madrid. Se “questo matrimonio non sa da fare” è anche merito del terzino numero 6 che ha fortemente voluto rimanere in bianconero per giocarsi le sue carte, nonostante un iniziale ruolo che gli avrebbe fatto vedere il campo col binocolo.
Se nella gerarchia di Delneri il ruolo di terzino sinistro è principalmente occupato da De Ceglie e Traorè, gli infortuni di questi ultimi hanno rilanciato in prima linea il campione del mondo. La Juventus nell’allarme generale, tra squalifiche e infortuni, deve ringraziare il ritorno di Grosso, che sta, partita dopo partita, convincendo Delneri, tifosi e soprattutto lui stesso che è ancora quel laterale basso dalla grande spinta che tutti ricordiamo con grande gioia nei DVD del Mondiale 2006. Attento, ordinato e sopratutto propositivo, l’ideale per il gioco di spinta sulle fasce voluto e cercato da Delneri.
A volte spolverando e sistemando qualche soffitta o scantinato, tra le vecchie e ormai passate cose, possono riaffiorare ricordi oppure oggetti da rivalutare che possono tornare utili. Con un anno di ritardo la Juventus può così presentare il suo “nuovo” terzino sinistro, Fabio Grosso che, prossimo ai trentaquattro anni, è pronto a rivivere la sua seconda giovinezza e riscatto personale in maglia bianconera. Come l’araba fenice, l’amaro destino di un campione del mondo può rinascere dalle proprie ceneri. Dato già come figurina-ricordo e non più come prezioso terzino sinistro che solo 4 anni fa alzò al cielo la coppa del mondo.
Alberto Fumagalli

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