La 19^ di Serie A tra paradiso e inferno
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lunedì, gennaio 11th, 2010
PARADISO: CASTILLO E LA PURGA VIOLA
Più che di paradiso, la giornata di José Ignacio Castillo sa di purgatorio. Una purga durata un girone intero, perché quel gol in campionato con la maglia della Fiorentina non arrivava nemmeno a pagarlo a peso d’oro e alla fine casca a fagiolo proprio contro quel Bari che su di lui ha già fatto la prelazione come si fa coi biglietti per un concerto. Il Nacho segna e non esulta, come fanno gli ex. Lui però non é un ex, bensì un next biancorosso che dovrà attendere ancora diversi mesi per tornare l’ex di turno, a patto che il Lecce, la sua vecchia squadra, torni a sua volta nella massima serie. La Fiorentina lo aveva ingaggiato come vice Gilardino, ma con un attaccante così in forma c’è poco da fare se non accomodarsi in panchina e sperare in una svolta. La svolta è arrivata ieri, col suo primo sigillo viola. Il primo e ultimo dispiacere per Ventura.
INFERNO: SIENA NO RIDENS
Il trapasso dal paradiso all’inferno dura cinque giri di orologio, giusto il tempo per scaraventare nel pentolone dei rimpianti una vittoria di quelle da raccontare a nipotini, nipoti e pronipoti e far sbollire il tutto nel gelo di questo inverno. Anche perché la temperatura a Siena si fa sempre più artica, a -4 dal quartultimo Bologna e con una dozzina di punti che significano fanalino di coda in solitaria. Nemmeno l’arrivo di Malesani sembra aver risollevato i bianconeri di Toscana, che dopo averne prese cinque a domicilio nel derby contro la Fiorentina incassano l’atroce ribaltone per mano di Sneijder e Samuel, quando il resto dell’Italia già esultava in orario aperitivo brindando alla mortalità di Mourinho. Invece Curci arriva tardi sul siluro dell’olandese e nulla può di fronte all’argentino versione centravanti. Prossimo turno ancora a San Siro, ospiti del Milan. E questo la dice tutta su un soggiorno infernale, quello dei senesi, che durerà ancora a lungo.
Joni Scarpolini


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